È stato pubblicato un ampio studio europeo sulla radicalizzazione giovanile violenta

È stato pubblicato un ampio studio europeo sulla radicalizzazione giovanile violenta

Oggi, il progetto YEIP (Youth Empowerment and Innovation Project) finanziato dalla Commissione europea, ha pubblicato la sua ultima ricerca in merito alla radicalizzazione giovanile violenta in Europa, concentrandosi in particolare su Regno Unito, Grecia, Cipro, Italia, Portogallo, Svezia e Romania. Lo studio si basa su dati raccolti attraverso la più grande ricerca scientifica sul tema della radicalizzazione giovanile violenta in Europa. Il progetto è stato sviluppato utilizzando una metodologia a consuzione giovanile, coinvolgendo 75 giovani ricercatori attraverso il partenariato e le varie fasi di sviluppo. Il progetto è stato suddiviso in quattro blocchi scientifici. Il primo blocco è costituito dalla ricerca secondaria e dal lavoro primario sul campo che ha coinvolto 133 partecipanti. Il secondo blocco ha previsto lo svolgimento di attività sul campo, coinvolgendo complessivamente 368 partecipanti. Il terzo blocco scientifico ha previsto la partecipazione di un totale di 425 giovani, 338 professionisti e 195 decisori politici. Infine, il quarto blocco ha coinvolto 1408 giovani partecipanti e 517 professionisti. In totale, al progetto YEIP hanno partecipato direttamente 3384 individui di età compresa tra 16 e 78 anni.

Nel corso degli ultimi tre anni, il progetto finanziato da Erasmus+ e coordinato dall’istituto internazionale IARS sotto la guida del professor Theo Gavrielides ha formato gruppi locali di giovani che hanno svolto attività innovatine sul campo in scuole, carceri minorili, università, centri per i migranti e online. Sono stati coinvolti 18 partner, tra cui autorità pubbliche come il Ministero degli Interni del Regno Unito, il Ministero della Pubblica Istruzione della Romania e la Regione Liguria.

Il professor Theo Gavrielides, coordinatore scientifico di YEIP, ha dichiarato: “Dopo tanto duro lavoro, oggi, siamo orgogliosi di pubblicare i risultati rivoluzionari del nostro progetto a consuzione giovanile, con l’obiettivo di cambiare non solo le politiche a livello nazionale ed europeo, ma anche il modo in cui vediamo la radicalizzazione giovanile violenta e i giovani in generale. Ripetere quella che si è rivelata una filosofia e una pratica fallita è una follia. YEIP fornisce una solida base scientifica per ristrutturare le nostre strategie per un’Europa più equa e più sicura”.

I risultati sono pubblicati come parte di un libro, che può essere scaricato gratuitamente qui.

Il progetto ha indagato gli atteggiamenti e le conoscenze di giovani europei, di professionisti che lavorano coi giovani e di altri professionisti, e contemporaneamente ha testato strumenti innovativi per affrontare il fenomeno attraverso la psicologia positiva e l’applicazione del modello Good Lives.

Le nuove evidenze in merito al tema della radicalizzazione violenta giovanile mostrano un legame tra marginalizzazione e fattori sottostanti di trazione e spinta che portano a ideologie estreme. Sebbene esistano differenze nelle forme che il fenomeno assume nei diversi paesi del progetto e in tutta Europa, esiste un filo conduttore che caratterizza i percorsi di radicalizzazione giovanile violenta. Il progetto sostiene che se questo tema viene affrontato a livello di politica europea, l’Europa avrà maggiori possibilità di affrontare il crescente nazionalismo ed estremismo. Questo tema inoltre è correlato al modo in cui i giovani a rischio di radicalizzazione violenta sono “gestiti” dal sistema giudiziario esistente come “rischi”, poiché questo crea ulteriore alienazione e divisione, mentre i tassi di recidiva continuano a crescere.

YEIP presenterà i suoi risultati finali il 29 gennaio 2020 in una conferenza internazionale presso l’Università di East London (UEL). Le registrazioni sono ora aperte con relatori di spicco della Commissione europea, le autorità pubbliche dei paesi partecipanti, nonché il parlamentare del Regno Unito Neil Coyle, la shadow justice secretary Diane Abbott e importanti accademici.

L’autorità pubblica italiana, la Regione Liguria, ha dichiarato: “Abbiamo firmato un protocollo d’intesa con il Ministero del lavoro – Direzione generale per le politiche di immigrazione e integrazione, sulla base del quale la Regione è impegnata a trasferire e condividere con la DG le informazioni e i risultati raggiunti attraverso questo progetto. La DG si impegna inoltre a migliorare tutte le informazioni e il materiale del progetto attraverso il loro portale Web “Integrazione dei migranti” e a diffondere i risultati raggiunti attraverso la sua rete istituzionale”.

La Regione Liguria nella fase di realizzazione del Progetto YEIP, ha svolto azioni di disseminazione, con lo scopo di diffondere gli esiti della ricerca condotta sul tema della radicalizzazione giovanile, tra il MIUR, i professionisti dell’educazione e i responsabili territoriali delle politiche sociali.

Sono stati realizzati incontri pubblici per la presentazione del progetto e il confronto con responsabili di Enti Locali, Amministrazioni penitenziarie, Aziende sanitarie locali, Istituti scolastici, Enti di formazione, Associazioni ed Enti del Terzo Settore.

Sempre in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, il percorso prosegue con la sperimentazione delle tecniche presentate che prevedono il coinvolgimento di alcuni Istituti Scolastici della Regione Liguria.