{"id":12350,"date":"2025-06-18T11:59:00","date_gmt":"2025-06-18T09:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.anzianienonsolo.it\/online\/?p=12350"},"modified":"2025-07-08T12:04:38","modified_gmt":"2025-07-08T10:04:38","slug":"welfare-aziendale-come-ponte-tra-pubblico-e-privato-a-supporto-dei-lavoratori-caregiver","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.anzianienonsolo.it\/online\/welfare-aziendale-come-ponte-tra-pubblico-e-privato-a-supporto-dei-lavoratori-caregiver\/","title":{"rendered":"WELFARE AZIENDALE\u00a0COME PONTE TRA PUBBLICO E PRIVATO\u00a0A SUPPORTO DEI LAVORATORI CAREGIVER"},"content":{"rendered":"\n<p>Roma, 17 giugno 2025 &#8211;\u00a0L\u2019Italia \u00e8 uno dei Paesi pi\u00f9 longevi a livello europeo con una speranza di vita media di 83,4 anni, un indice di vecchiaia, risultato del rapporto tra persone over 65 e under 14, che nel 2023 ammontava a circa\u00a0<strong>193,1 anziani ogni 100 giovani<\/strong>. Particolarmente elevato risulta anche l\u2019indice di dipendenza, ovvero l\u2019incidenza della popolazione non attiva su quella in et\u00e0 lavorativa, che, secondo gli ultimi dati Istat arriva al 57,4%,\u00a0ormai\u00a0superiore a quel 50% che segna il limite oltre il quale si registra una situazione di squilibrio generazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>La domanda di&nbsp;assistenza per le persone anziane e non autosufficienti&nbsp;\u00e8 quindi in&nbsp;continuo aumento in Italia,e i&nbsp;caregiver familiari sono oggi&nbsp;oltre&nbsp;7 milioni,&nbsp;pi\u00f9 della met\u00e0&nbsp;dei quali&nbsp;(4,5 milioni)&nbsp;alle prese con la fatica di conciliare&nbsp;impegni di&nbsp;cura,&nbsp;lavoro&nbsp;e vita personale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a questo scenario,&nbsp;cosa possono fare le aziende per supportare percorsi di conciliazione lavoro-cura, anche come leva per trattenere risorse preziose per competenze ed esperienze?<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stati questi i temi&nbsp;al centro del convegno&nbsp;<strong>\u201cWelfare aziendale e welfare di comunit\u00e0: un\u2019alleanza possibile?\u201d<\/strong>&nbsp;organizzato oggi&nbsp;a Roma,&nbsp;presso la sede di&nbsp;<strong>Confedilizia<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019evento organizzato da\u00a0<strong>JOINTLY<\/strong>, B\u00a0Corp\u00a0italiana che accompagna le aziende nel disegnare soluzioni innovative per il benessere organizzativo, e la cooperativa sociale\u00a0<strong>Anziani e non solo<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>con il sostegno di <strong>Capitale umano per il Paese<\/strong>,\u00a0\u00e8 stato\u00a0l\u2019occasione per riflettere sul\u00a0ruolo\u00a0che il\u00a0welfare aziendale\u00a0e il corporate\u00a0wellbeing\u00a0possono\u00a0avere nel\u00a0supportare i\u00a0lavoratori\u00a0\u00a0caregiver,\u00a0alimentando\u00a0sinergie con altri attori, come istituzioni e associazioni del territorio. Un\u2019alleanza necessaria\u00a0per\u00a0costruire\u00a0un welfare di comunit\u00e0 sempre pi\u00f9 inclusivo ed efficace\u00a0nell\u2019offrire un aiuto concreto\u00a0a chi si trova\u00a0a gestire carichi di cura nei confronti di familiari anziani e\/o con disabilit\u00e0.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Un primo esempio concreto del welfare di comunit\u00e0 \u00e8 stato&nbsp;Sollievo a domicilio, l\u2019iniziativa attivata in collaborazione tra&nbsp;l\u2019Unione dei Comuni delle Terre d\u2019Argine,&nbsp;il Distretto&nbsp;sanitario di Carpi, la&nbsp;cooperativa&nbsp;sociale \u201cAnziani e non solo\u201d, JOINTLY&nbsp;e l\u2019agenzia&nbsp;per&nbsp;il lavoro&nbsp;Umana&nbsp;che punta a&nbsp;sostenere,&nbsp;attraverso il coinvolgimento di aziende e operatori specializzati, i familiari di persone con disabilit\u00e0&nbsp;e non&nbsp;autosufficienti per&nbsp;alleviarne il carico di cura.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019evento&nbsp;hanno partecipato, insieme ad&nbsp;<strong>Anna Zattoni<\/strong>,&nbsp;presidente e co-founder di JOINTLY,&nbsp;la senatrice&nbsp;<strong>Annamaria Parente<\/strong>,&nbsp;direttrice dell&#8217;Osservatorio&nbsp;&nbsp;sulla crisi demografica della Fondazione Magna Carta,&nbsp;(che ha moderato i lavori)&nbsp;<strong>Fiovo<\/strong><strong>&nbsp;Bitti<\/strong>,&nbsp;consigliere CNEL e coordinatore del Gruppo di studio \u2018Lavoro di cura\u2019,&nbsp;<strong>Andrea Zini<\/strong>,&nbsp;presidente Assindatcolf &#8211;&nbsp;&nbsp;Associazione datori lavoro domestico,&nbsp;<strong>Franca Maino<\/strong>,&nbsp;direttrice&nbsp;scientifica di&nbsp;<em>Percorsi di secondo welfare<\/em>,&nbsp;<strong>Federico Boccaletti<\/strong>, vicepresidente&nbsp;di&nbsp;<em>Anziani e non solo<\/em>,&nbsp;&nbsp;<strong>Maria Grazia Bizzarri<\/strong>, HR&nbsp;director&nbsp;Italiaonline&nbsp;e&nbsp;presidente di Capitale Umano per il Paese,&nbsp;<strong>Carla Serafini<\/strong>,&nbsp;head of&nbsp;welfare &amp;&nbsp;wellbeing&nbsp;Leonardo,&nbsp;<strong>Tiziana&nbsp;<\/strong><strong>Mennuti<\/strong>,&nbsp;head of HR and&nbsp;legal&nbsp;affairs&nbsp;di RDS,&nbsp;<strong>Donatella Pugliese<\/strong>,&nbsp;head of&nbsp;people&nbsp;care,&nbsp;diversity&amp;inclusion&nbsp;Italy di Enel<strong>,&nbsp;<\/strong><strong>Stefano Gheno<\/strong>,&nbsp;presidente&nbsp;CdO&nbsp;Opere Sociali,&nbsp;<strong>Sabrina Tellini<\/strong>,&nbsp;responsabile area anziani e disabili di&nbsp;servizi sociali Unione Terre d&#8217;Argine&nbsp;e&nbsp;<strong>Loredana Ligabue<\/strong>,&nbsp;segretaria CARER &#8211; Associazione&nbsp;caregiver&nbsp;familiari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In quest\u2019occasione \u00e8 stato anche presentato il&nbsp;libro \u201cUn\u2019alleanza possibile per la cura: welfare aziendale e welfare pubblico verso un welfare di comunit\u00e0 \u2013 Idee, esperienze, contributi e progetti\u201d&nbsp;(a cura di Federico Boccaletti della cooperativa \u201cAnziani e non solo\u201d, edito da&nbsp;Maggioli) &nbsp;che, scritto a pi\u00f9 mani, racconta esperienze e progettualit\u00e0&nbsp;di collaborazione tra welfare pubblico&nbsp;e privato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.anzianienonsolo.it\/online\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/WhatsApp-Image-2025-07-08-at-09.37.44-1024x682.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12354\" srcset=\"https:\/\/www.anzianienonsolo.it\/online\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/WhatsApp-Image-2025-07-08-at-09.37.44-1024x682.jpeg 1024w, https:\/\/www.anzianienonsolo.it\/online\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/WhatsApp-Image-2025-07-08-at-09.37.44-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.anzianienonsolo.it\/online\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/WhatsApp-Image-2025-07-08-at-09.37.44-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.anzianienonsolo.it\/online\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/WhatsApp-Image-2025-07-08-at-09.37.44-1536x1023.jpeg 1536w, https:\/\/www.anzianienonsolo.it\/online\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/WhatsApp-Image-2025-07-08-at-09.37.44-900x600.jpeg 900w, https:\/\/www.anzianienonsolo.it\/online\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/WhatsApp-Image-2025-07-08-at-09.37.44.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Nell\u2019attuale scenario&nbsp;<\/em><em>\u2013 spiega&nbsp;<\/em><strong><em>Anna Zattoni, co-founder e presidente di JOINTLY<\/em><\/strong><em>&nbsp;&#8211; il welfare aziendale pu\u00f2 giocare un ruolo chiave nel&nbsp;<\/em><em>disegnare<\/em><em>, in collaborazione con tutte le realt\u00e0 che si occupano di assistenza,<\/em><em>&nbsp;servizi e soluzioni utili a favorire la conciliazione tra impegni lavorativi, carichi di cura e vita personale<\/em><em>.&nbsp;<\/em><em><\/em><em>Grazie a questo tipo di&nbsp;<\/em><em>iniziative<\/em><em>, una strategia di corporate&nbsp;<\/em><em>wellbeing<\/em><em>&nbsp;\u00e8&nbsp;<\/em><em>in grado di incidere in maniera efficace non solo sul benessere&nbsp;<\/em><em>dei lavoratori caregiver<\/em><em>, ma anche dell\u2019organizzazione nel suo complesso. Allo stesso tempo, investire nel corporate&nbsp;<\/em><em>wellbeing<\/em><em>, puntando su un welfare che non offra solo sostegni di tipo puramente economico, ma&nbsp;<\/em><em>anche<\/em><em>&nbsp;iniziative di utilit\u00e0 sociale,&nbsp;<\/em><em>rappresenta un elemento&nbsp;<\/em><em>sempre pi\u00f9&nbsp;<\/em><em>strategico per<\/em><em>&nbsp;le aziende, per<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>favorire l\u2019adozione di modelli innovativi di gestione, alimentando al tempo stesso<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>la capacit\u00e0 delle imprese di attrarre e trattenere talenti.<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>Ed \u00e8 proprio la<\/em><em>&nbsp;componente di utilit\u00e0 sociale del welfare<\/em><em>&nbsp;aziendale<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>a renderlo<\/em><em>&nbsp;un moltiplicatore di benessere, non solo per le aziende e i loro collaboratori, ma anche per il Paese<\/em><em>&nbsp;nel suo complesso<\/em><em>, grazie alla capacit\u00e0 di&nbsp;<\/em><em>mettere a disposizione servizi, la cui offerta<\/em><em>&nbsp;in ambito pubblico<\/em><em>&nbsp;risulta spesso carente o di difficile accesso.<\/em><em>&nbsp;\u00c8, quindi,&nbsp;<\/em><em>importante&nbsp;<\/em><em>valorizzare questa componente<\/em><em>&nbsp;anche a livello&nbsp;<\/em><em>legislativo<\/em><em>,<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>promuovendo&nbsp;<\/em><em>agevolazioni fiscali<\/em><em>&nbsp;che non si limitino<\/em><em>&nbsp;al&nbsp;<\/em><em>puro&nbsp;<\/em><em>sostegno reddituale&nbsp;<\/em><em>offert<\/em><em>o dai fringe benefit<\/em><em>\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se, infatti, anche solo&nbsp;la met\u00e0&nbsp;di quel 30% di caregiver che&nbsp;lavorano&nbsp;in azienda (stima&nbsp;1,5 milioni)&nbsp;potesse investire&nbsp;le&nbsp;risorse&nbsp;previste dal tetto massimo sui&nbsp;flexible&nbsp;benefit (ovvero 1000 \u20ac) in servizi assistenziali di qualit\u00e0&nbsp;si potrebbe ottenere&nbsp;e un risparmio&nbsp;del 23%&nbsp;sulla&nbsp;spesa assistenziale a domicilio che oggi sostiene il sistema pubblico&nbsp;e che nel 2023 ha raggiunto i 3,313 miliardi di euro, secondo il Rapporto della Ragioneria dello&nbsp;Stato&nbsp;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il welfare\u00a0pubblico\u00a0non pu\u00f2\u00a0sostenere la crescita esponenziale dei bisogni assistenziali connessi alla non autosufficienza:\u00a0le funzioni ricoperte\u00a0dai caregiver familiari sono essenziali nel sostegno emotivo\u00a0e motivazionale e nel perseguimento\u00a0della\u00a0qualit\u00e0 di vita\u00a0e dignit\u00e0 della persona assistita.\u00a0Ma \u00e8\u00a0altres\u00ec\u00a0sostanziale che il caregiver abbia non solo riconoscimento sociale ma anche servizi ed interventi accessibili e di qualit\u00e0\u00a0mirati\u00a0alla persona assistita e a supporto, sollievo ed empowerment del proprio ruolo. In\u00a0questa direzione stanno agendo molte regioni italiane a partire dall\u2019Emilia Romagna\u00a0per\u00a0potenziare e flessibilizzareservizi assistenziali e attivare\u00a0nuovi servizi rivolti\u00a0specificamente\u00a0al caregiver come ad es.\u00a0servizi di ascolto,sollievo al domicilio, \u00a0formazione continua, \u00a0sostegno psicologico, sostituzione emergenziale ecc.\u2026In questo contesto \u00e8 essenziale da un lato sostenere e dare continuit\u00e0 e diffusione ai\u00a0servizi\u00a0rispondenti ai bisogni dei caregiver lavoratori\u00a0,\u00a0che ogni giorno cercano di conciliare la cura con il mantenimento della propria posizione lavorativa. Questa consapevolezza pu\u00f2 essere la base di un nuovo patto che finalizzi verso tali priorit\u00e0\u00a0i benefits aziendali\u00a0fiscalmente agevolati\u00a0e inneschi un\u00a0confronto sinergico e non episodico tra\u00a0Enti locali e loro servizi da un lato e dall\u2019altro le imprese come\u00a0portatrici ,\u00a0anche attraverso proprie risorse, di una funzione volano di una nuova generazione del welfare rispondente alla\u00a0trasformzaione\u00a0economica e sociale propria della societ\u00e0 dell\u2019invecchiamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso dell\u2019evento&nbsp;\u00e8 stato presentato&nbsp;e firmato&nbsp;da aziende e istituzioni presenti,&nbsp;il&nbsp;<strong>Manifesto<\/strong>&nbsp;<strong>per una strategia condivisa tra welfare aziendale e welfare pubblico territoriale che risponda ai bisogni di cura dei caregiver che lavorano<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Promosso dall\u2019Associazione Carer \u2013 Caregiver familiari ETS, il manifesto punta a sensibilizzare tutti gli attori a partire dai decisori politici a sostenere la collaborazione pubblico-privato in tema di assistenza a lungo termine puntando su&nbsp;servizi di \u201cwelfare aziendale\u201d &#8211; fiscalmente agevolati- mirati alla qualit\u00e0 sociale, in ottica di complementariet\u00e0 e sussidiariet\u00e0 con servizi di welfare pubblico rispondenti a bisogni di cura.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019identikit del lavoratore&nbsp;<\/strong><strong>caregiver in Italia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo gli ultimi dati Istat le persone di 15 anni e pi\u00f9 che prestano assistenza almeno una volta a settimana sono oltre 7 milioni&nbsp;e&nbsp;nell\u201987,8% dei casi&nbsp;lo fanno&nbsp;nei confronti di un familiare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un&nbsp;carico di cura&nbsp;che coinvolge quindi molte persone, e in maniera impegnativa, come confermava, gi\u00e0 nel 2023,&nbsp;anche la&nbsp;ricerca \u201c<strong>Digitale locale integrato: il futuro del welfare<\/strong><strong>\/Care4caregivers<\/strong>\u201d condotta da&nbsp;<strong>BCG in collaborazione con JOINTLY<\/strong>&nbsp;ha analizzato&nbsp;un campione di 12mila dipendenti di aziende di diversi settori,&nbsp;dalle telecomunicazioni ai trasporti, dall\u2019alimentare all\u2019energia e al credito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo i risultati dello studio&nbsp;infatti,&nbsp;la maggior parte dei caregiver si occupa di genitori o parenti anziani e in un caso su 3 (<strong>31%<\/strong>) lo fa per&nbsp;<strong>pi\u00f9 di 14 ore settimanali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impegno prevalente non \u00e8 di tipo socio-sanitario, ma soprattutto di compagnia e supporto nella gestione domestica, negli spostamenti, nelle attivit\u00e0. Una situazione che nella percezione di 8 intervistati su 10 \u00e8 destinata a peggiorare.&nbsp;Un carico di cura che risulta di media particolarmente gravoso non solo dal punto di vista del tempo dedicato, ma anche delle risorse economiche necessarie, considerato che il 17%&nbsp;dei caregiver dichiara di spendere&nbsp;per la cura&nbsp;<strong>oltre<\/strong><strong>&nbsp;10mila euro all\u2019anno<\/strong>,&nbsp;costi sostenuti personalmente in un caso su due.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio&nbsp;ha indagato anche le&nbsp;<strong>difficolt\u00e0<\/strong>&nbsp;percepite come principali da parte dei caregiver, che sono soprattutto il&nbsp;<strong>carico mentale<\/strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>mancanza di tempo<\/strong>, seguite dalla&nbsp;<strong>fatica fisica<\/strong>&nbsp;e dalle&nbsp;<strong>difficolt\u00e0 finanziarie<\/strong>. Soluzioni di conciliazione e di supporto psicologico sembrano quindi essere gli strumenti pi\u00f9 importanti per poter offrire un sostegno concreto ai caregiver familiari che, in pi\u00f9 di un caso su due (il&nbsp;<strong>56%<\/strong>) indicano come molto rilevante la necessit\u00e0 di poter staccare dal lavoro di cura, mentre pi\u00f9 4 su 10 ritengono necessario un supporto psicologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Dai dati&nbsp;emerge inoltre che la copertura del fabbisogno finanziario e di servizi da parte del pubblico non \u00e8 sufficiente, dal momento che i sussidi previsti coprono mediamente non pi\u00f9 del 5% della spesa&nbsp;sostenuta&nbsp;e&nbsp;<strong>solo 1 caregiver su 4 (il 25%)<\/strong>&nbsp;ricorre all\u2019assistenza pubblica, mentre il livello&nbsp;di&nbsp;costi di strutture e&nbsp;<strong>servizi privati<\/strong>&nbsp;li rende&nbsp;<strong>inaccessibili a 6 caregiver su 10<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Esiguo risulta essere ancora&nbsp;il ricorso al&nbsp;<strong>welfare aziendale<\/strong>, la cui offerta di servizi viene sfruttata solo&nbsp;<strong>dal 3% degli intervistati<\/strong>. Tra le motivazioni di questo basso livello di utilizzo ci sono soprattutto la carenza di comunicazione rispetto ai servizi offerti da parte delle aziende e la non aderenza alle reali necessit\u00e0 dei lavoratori caregiver.&nbsp;Per questo diventa fondamentale mettersi in ascolto dei propri dipendenti per capire le reali esigenze&nbsp;e poter mettere a disposizione soluzioni efficaci in maniera efficiente.&nbsp;Tempo e flessibilit\u00e0 sono sicuramente i bisogni avvertiti come&nbsp;preminenti da chi si trova a gestire impegni lavorativi e carichi di cura con un 28% di loro che si trova costretto a chiedere un periodo di aspettativa e un 11% che sceglie di lavorare part-time.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 17 giugno 2025 &#8211;\u00a0L\u2019Italia \u00e8 uno dei Paesi pi\u00f9 longevi a livello europeo con una speranza di vita media di 83,4 anni, un indice di vecchiaia, risultato del rapporto tra persone over 65 e under 14, che nel 2023 ammontava a circa\u00a0193,1 anziani ogni 100 giovani. 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