IMPATTO DEL COVID-19 SULL’ESCLUSIONE SOCIALE IN REGIONE LIGURIA

 Martedì 13 aprile 2021 sono stati presentati, in un incontro web, i risultati della ricerca effettuata nella Regione Liguria con la partecipazione di operatori sociali e sanitari dei Servizi del territorio, del Patronato e del volontariato

Sono intervenuti, fra gli altri : :

  • Jolanda Sandrone Vicepresidente ACLI LIGURIA
  • Federico Boccaletti Vicepresidente ANZIANI E NON SOLO s.c.r.l.

Fra il febbraio /marzo 2021 è stata condotta una ricerca nell’ambito del Progetto di ACLI LIGURIA/ANZIANI E NON SOLO per la diffusione di metodologie innovative contro l’esclusione sociale nel quadro del Progetto FAMI IntegrAzione della REGIONE LIGURIA.

Il Covid –19 ha pesantemente impattato sui colloqui di orientamento ed empowerment effettuati dagli operatori dei servizi sociali con la metodologia “Rickter scale” che si erano dimostrati efficaci contro l’esclusione sociale durante le fasi di sperimentazione del Progetto.

Si era pertanto deciso di raccogliere, fra fine febbraio e metà marzo 2021 attraverso questionari anonimi, le opinioni e proposte degli operatori. Alla ricerca hanno partecipato  operatori dei Servizi sociali e delle Acli operanti su tutti i territori regionali e impegnati nei diversi settori di inclusione sociali e socio-sanitarie

In sintesi i principali risultati: in termini di

 Bisogni sociali di inclusione emergenti si possono individuare le linee comuni 

Mancanza di lavoro  e mancanza di reddito sia economico che finanziario [vedi ritardi erogazione CIG]) e di mancanza di riconoscimento e dignità connessa.

Mancanza di socialità e di relazione con effetti su isolamento. Equilibri psicologici, 

  • Effetti sull’incremento di richieste di prestazioni da parte anche di utenti più “arrabbiati” 
  • Effetti disgregativi (vedi dispersione scolastica e problemi di apatia e depressione) causati dalla chiusura servizi 
  • Limiti negli interventi sanitari, liste attesa e accesso a cure mediche 
  • Crescente “digital divide” con riferimento soprattutto agli anziani e nuovi poveri

Gli effetti sui servizi di questi nuovi bisogni sono individuati in:

Maggiori vincoli sono percepiti per la scarsa accessibilità ai servizi “istituzionali”. Seguiti dalla difficoltà nel riscontrare il presidio fisico 

Mancanza di relazioni e la distanza produce difficoltà di comunicazione, di riconoscibilità e di con effetto più visibile sui più “fragili”

Lamentate le iniziative a volte sparse e non coordinate delle Istituzioni (regionali e locali), molte basate su “buona volontà” dei soggetti  

Le riflessioni sulla idoneità delle iniziative dei servizi stessi ad affrontare le crisi indotte dall’emergenza vanno molto di pari passo con le risposte alle domande precedenti 

  • Rischio di assistenzialismo e di interventi non mirati su bisogni diversificati 
  • Rischi della mancanza di informazioni corrette sull’accesso e sulle priorità. 
  • Rischi di una tecnologia escludente ma anche esigenza di investire su nuove forme di contatto e di relazione che utilizzi in modo efficace la rete 

Infine per quanto riguarda le proposte rispetto a nuovi approcci e progetti,

SALUTE Confermare la centralità del SSN e degli investimenti necessari connessi alla territorializzazione e alla prossimità e integrazione socio sanitaria dei servizi. 

LAVORO Insistere sul valore del lavoro come percorso primario di inclusione offrendo tutti i supporti per allargare le opportunità e sostenere l’accesso 

RETI Rafforzare le reti pubbliche e terzo settore e la capacità di raccogliere e diffondere le informazioni sulle opportunità e sui servizi 

NUOVE COMPETENZE Promuovere anche attraverso bonus mirati alle famiglie la competenza per la digitalizzazione in ottica di potenziamento della fruizione, selezione e finalizzazione delle reti e delle interazioni.

Proposte emerse per sperimentare nuove forme di servizi:

  • Conciliazione vita lavoro e ricostruzione di relazioni familiari con particolare attenzione al sollievo dei  caregiver familiari
  • Valorizzare e diffondere interventi professionali per la salute mentale e l’attivazione cognitiva.
  • Integrazione del “reddito di cittadinanza “ con formazione alla cura per impiego nel supporto contro l’isolamento degli anziani
  • Realizzazione di banche dati condivise per interventi sulla localizzazione e progettazione sulle fragilità  Sviluppare capacità di comunicazione “relazionale” con un utilizzo “sapiente” del telefono 

Per informazioni 

federicoboccaletti@anzianienonsolo.it

335\1206890



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