Lavoro di cura e legalità: formare e dare valore al ruolo delle assistenti familiari

Lavoro di cura e legalità: formare e dare valore al ruolo delle assistenti familiari

Lunedì 29 ottobre a Modena presso la Sala “G. Agnini” della Legacoop Estense ( g.c.) si è tenuto l’incontro di apertura del corso per Assistenti familiari promosso dall’Agenzia per il Lavoro “UMANA” insieme al suo Ente formativo Umana Forma con il coordinamento didattico della Cooperativa sociale “Anziani e non solo”.

L’incontro iniziale, aperto alla partecipazione dei diversi attori e soggetti interessati, ha voluto affrontare la delicata tematica di “LAVORO DI CURA E LEGALITA’”. La tematica è considerata infatti parte integrante del percorso formativo che vuole preparare non soltanto ad una efficace e idonea gestione dei processi assistenziali ma vuole valorizzare un comportamento di cura centrata sul rispetto dei diritti e dei doveri reciproci nelle relazioni fra chi cura e chi è curato
Hanno portato il loro contributo al confronto: Catia Toffanello /Referente Legacoop sociali, Andrea Zini /Vice Presidente Assindatcolf (l’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestici), Marco Calvetto/Responsabile Servizio lavoro del Patronato Acli nazionale, Tamara Calzolari/Segretaria Confederale CGIL Modena, Davide Rocca /Referente per Bologna dell’Area Sanità e Servizi alle persone di Umana s.p.a.

Nello specifico:
-Toffanello ha chiarito i ruoli distinti e complementari dei servizi assistenziali offerti dalla cooperazione sociale e dal lavoro di cura di assistenza familiare al fine di costruire una rete di servizi integrata a sostegno di un nuovo welfare.
– Zini ha chiarito le caratteristiche del contratto di lavoro nella sua specificità di regolare un rapporto basato sulla fiducia, sulla peculiarità di un ambiente di lavoro domestico e sulla qualità professionale. Il percorso per la legalità- ha continuato- sarebbe agevolato da una detraibilità fiscale dei costi dell’assistenza.
– Calvetto ha ribadito l’importanza che l’incontro domanda offerta di lavoro di cura avvenga in un quadro di Agenzie autorizzate in grado anche di coglierei bisogni assistenziali e di accompagnare durante il rapporto di lavoro, come nell’esperienza del Patronato Acli.
– Calzolari ha ribadito le importanti conquiste che la contrattazione collettiva ha raggiunto nel miglioramento delle condizioni di lavoro e dei diritti delle lavoratrici impegnate nella cura e ha ricordato come solo attraverso la legalità si possa garantire una assistenza di qualità a favore delle persone fragili nel quadro di una rete di servizi pubblici.
– Rocca ha esplicitato come una Agenzia per il lavoro autorizzata che offra personale competente in somministrazione sia in grado di assicurare legalità, aiutare le famiglie nella gestione del rapporto di lavoro, nella mediazione e organizzazione del servizio anche in una fase critica come le dimissioni ospedaliere come ormai sperimentato in tutta la Provincia di Bologna.
Si sono susseguite domande e interventi molto partecipati degli allievi del corso
– Boccaletti di “Anziani e non solo”, nelle sue conclusioni, ha ricordato infine come della Legalità e cura sono termini strettamente intrecciati. Non si può pensare di qualificare il lavoro di cura in un settore come quello dell’assistenza familiare, che diviene sempre più chiave di volta del nostro welfare, se non è basato sulla chiave di volta della legalità. Anche i recenti episodi e le inchieste in corso nel nostro territorio lo confermano.
Fare legalità attraverso la formazione significa occuparsi anche della prevenzione di abusi e di etica della cura per garantire qualità e futuro a questo importante ruolo.