GIOVANI A RISCHIO DI RADICALIZZAZIONE: NUOVI MODELLI DI PREVENZIONE

GIOVANI A RISCHIO DI RADICALIZZAZIONE: NUOVI MODELLI DI PREVENZIONE

Il prossimo 22 Gennaio, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, saranno presentati i primi risultati del progetto europeo YEIP (Youth Empowerment and Innovation Project); quest’ultimo mira a mettere a disposizione di amministratori e operatori nuove strategie per prevenire la radicalizzazione tra le generazioni più giovani.
Fino ad oggi, la prevenzione e il controllo della radicalizzazione a livello europeo sono stati gestiti prevalentemente dai governi nazionali e locali, con un limitato coinvolgimento diretto dei più giovani, di norma considerati tra le categorie a maggior rischio rispetto a questo fenomeno.

Il progetto YEIP mira a colmare questa mancanza, sviluppando politiche giovanili tese a minimizzare il rischio della radicalizzazione e sostenere l’inclusione sociale tramite una maggiore partecipazione di ragazzi e ragazze.
Il progetto YEIP, finanziato nell’ambito del programma Erasmus+ dell’Unione Europea, è realizzato da un consorzio di 18 partner pubblici e privati provenienti da 7 diversi Stati Membri che si incontreranno a Modena per un convegno internazionale organizzato dai partner italiani Regione Liguria e Anziani e non solo soc. coop. soc., con la collaborazione del CRID-Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità dell’Università di Modena e Reggio Emilia, diretto dal Prof. Gianfrancesco Zanetti. L’evento riunirà esperti/e, ricercatori/trici e giovani di tutta Europa per condividere saperi e pratiche sulla prevenzione della radicalizzazione giovanile.
“Affrontare il tema della prevenzione della radicalizzazione nelle giovani generazioni richiede un approccio multidisciplinare, capace di coniugare saperi e campi di ricerca diversi, nonché esperienze pratiche a livello internazionale, nazionale e locale. È in quest’ottica che il CRID offre il suo contributo al progetto, ossia inquadrando la problematica come un caso concreto di vulnerabilità situazionale: quella giovanile”, afferma il Prof. Gianfrancesco Zanetti, direttore del CRID.

Per la realizzazione del progetto, la Regione Liguria ha siglato un protocollo di partenariato con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, con il quale la Regione si impegna a trasferire e condividere con la Direzione Generale le informazioni e i risultati raggiunti. La Direzione, da parte sua, si impegna a valorizzare tutte le informazioni e i materiali del progetto, attraverso il portale Integrazione Migranti e a diffondere i risultati raggiunti tramite la propria rete istituzionale.

Dopo un’illustrazione del progetto e della sua metodologia da parte di Theo Gavrielides – Fondatore e direttore dell’IARS International Institute di Londra e coordinatore di YEIP – e di Sinclair Coward – Responsabile del Dipartimento di Servizio Sociale e Assistenza Integrata, Buckinghamshire New University – la sessione mattutina sarà focalizzata sulla prospettiva internazionale, con la presentazione dei risultati di alcuni studi condotti da importanti istituti di ricerca europei.

La sessione pomeridiana si focalizzerà invece sul contesto italiano e su esempi di partecipazione giovanile. Tra i relatori anche Stefano Dambruoso, Questore della Camera dei Deputati e magistrato esperto di terrorismo internazionale primo firmatario del disegno di legge sulla prevenzione della radicalizzazione. Le conclusioni saranno affidate a Tatiana Esposito, Direttore Generale, DG dell’immigrazione e delle politiche d’integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il convegno sarà anche l’occasione per lanciare il volume “Young, marginalised but not radicalised: A comparative study of positive approaches to youth radicalisation” che raccoglie i risultati di un’attività di ricerca realizzata nei diversi Paesi coinvolti: non solo l’Italia, dunque, ma anche il Regno Unito, la Romania, il Portogallo, Cipro, la Grecia e la Svezia. Il testo include capitoli dedicati a ciascun Paese e scritti nelle lingue nazionali, insieme ad un’analisi comparativa in lingua inglese. Il report sarà scaricabile gratuitamente dal sito del progetto, all’indirizzo: www.yeip.org

“La ricerca ha messo in luce la necessità di un maggiore impegno dell’Italia in tema di prevenzione sociale della radicalizzazione, aspetto spesso messo in ombra dalle esigenze di contrasto e prevenzione penale. È emersa inoltre l’esigenza di spostare l’attenzione generale verso una concezione più ampia di radicalizzazione che permetta di includere tutte le forme di estremismo violento che possono influire negativamente sulla vita dei giovani. Il progetto YEIP potrebbe rappresentare, in questo senso, un punto di riferimento positivo per tutti coloro che, quotidianamente, sono impegnati nell’educazione e formazione delle nuove generazioni”, afferma la Dott.ssa Manuela Tagliani ricercatrice del progetto YEIP per Anziani e non solo soc. coop. soc.

Per maggiori informazioni: http://yeip.org/international-conference-22-january-2018-modena-italy/